La mappa è di tutti. Anche i dati sul bus dovrebbero esserlo.
Il trasporto pubblico è un bene comune, pagato da tutti. I dati su come funziona — quali fermate reggono e quali ti fanno arrivare tardi — dovrebbero essere accessibili a chi prende il bus, a chi fa ricerca e a chi lo amministra. Per questo BusZilla è costruita sopra OpenStreetMap, la mappa libera del mondo fatta dalle persone, e tratta gli open data come una scelta di campo, non come un dettaglio tecnico.
Perché OpenStreetMap e non una mappa proprietaria
Avremmo potuto appoggiarci a una delle grandi mappe commerciali. Abbiamo scelto OpenStreetMap per ragioni che sono insieme tecniche ed etiche:
- È un'infrastruttura civica condivisa. OSM è un bene comune digitale mantenuto da una community di volontari e da enti pubblici. Costruirci sopra significa contribuire a un'infrastruttura che resta di tutti, invece di alimentare un recinto privato.
- Niente lock-in sui dati del territorio. Le fermate, le strade, i civici di un paese non dovrebbero essere ostaggio dei termini di licenza di una singola azienda. Con OSM i dati di base restano aperti e riutilizzabili.
- Copre anche i piccoli comuni. È lo stesso motivo per cui esiste BusZilla: nei centri minori e sulle linee extraurbane le mappe commerciali sono spesso povere, mentre la community OSM le cura fermata per fermata.
- Trasparenza fino in fondo. Una mappa libera si sposa con un progetto che racconta apertamente la propria metodologia e la propria architettura.
Cosa facciamo già oggi, e cosa promettiamo
Vogliamo essere onesti su dove siamo. Alcune cose sono già attive nel portale e nell'app; altre sono impegni che stiamo costruendo. Le teniamo separate apposta — niente promesse spacciate per fatti.
Quello che è vero adesso
- Le mappe del portale web e dell'app Android usano i tile e i dati di OpenStreetMap.
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Attribuzione sempre visibile, con link a
openstreetmap.org/copyrightsu ogni mappa, come chiede la licenza. - La ricerca per indirizzo e il completamento delle vie usano Nominatim, il geocoder open di OSM, nel rispetto dei suoi limiti d'uso (cache, una chiamata alla volta).
- Ogni fermata ha un link «apri in OpenStreetMap», così chiunque può verificarne la posizione sulla mappa libera.
- La metodologia e l'architettura sono pubbliche: criteri, soglie e fonti sono leggibili da tutti.
Gli impegni che stiamo costruendo
- Restituire alla community le correzioni di fermate e civici che gli utenti ci segnalano — dopo verifica umana e seguendo le linee guida OSM (nessun import massivo non concordato).
- Formalizzare l'adesione alla OpenStreetMap Foundation e sostenerla, per dare qualcosa indietro all'infrastruttura su cui ci appoggiamo.
- Aprire i dataset aggregati di puntualità (anonimi, mai per singolo utente né per singolo autista) con una licenza aperta, scaricabili e interrogabili via API pubblica.
- Pubblicare un changelog dei contributi dati a OSM, perché l'impegno sia verificabile e non solo dichiarato.
Prendiamo dalla mappa libera, quindi vogliamo restituire alla mappa libera. È la regola minima della buona educazione tra chi condivide un bene comune.
Open data, ma con la privacy davanti
Aprire i dati non vuol dire esporre le persone. La nostra apertura riguarda solo numeri aggregati sulla qualità del servizio, mai i singoli. Restano fermi i principi di privacy by design:
- ✔ Statistiche aggregate per fermata, linea e fascia oraria.
- ✔ Soglie minime di campioni prima di pubblicare un dato (niente numeri costruiti su pochissime segnalazioni).
- ✘ Mai dati che identificano una persona: i check-in sono pseudonimi e la posizione è scartata dopo la validazione.
- ✘ Mai dati riferiti al singolo autista o conducente: il servizio si misura, le persone no.
Cosa è aperto e cosa no, senza ipocrisia
Trasparenza significa anche dire dove finisce l'apertura. I dati di base e quelli aggregati sono (o diventeranno) aperti; il motore di calcolo che trasforma i check-in in previsioni e nel mood della mascotte resta proprietario, come spieghiamo nell'architettura. Apertura dei dati e trasparenza dei criteri convivono con la proprietà industriale sull'implementazione.
Un racconto che vogliamo coerente
BusZilla nasce dalla parte di chi il bus lo aspetta davvero. Stare dalla parte degli studenti e delle famiglie, per noi, vuol dire anche stare dalla parte dei beni comuni digitali: una mappa libera, dati accessibili, rispetto per il servizio pubblico e per chi ci lavora. Nessuna ironia verso le persone, mai: il mostro buono se la prende con i ritardi, non con chi guida il mezzo.
Come calcoliamo la puntualità → © OpenStreetMap contributors